
Mai capito niente di origami.
Ho vaghi ricordi di quelle figure che generalmente ti spiega la compagna di banco magari durante una lezione particolarmente noiosa.
Le mie erano ranocchie stortignaccole, cubi che non riuscivano a stare dritti.
Mi si spiegava con una pazienza santa a cui poi subentrava la rassegnazione più totale.
Però m'intendo di bocconi, non quelli miei ma quelli da servire ad altri.
Finger food, appetizer, bocconcini, chiamati in mille modi diversi ma la sostanza è la stessa: un boccone e via.
Questi sono semplicissimi e sfiziosi: un uovo di quaglia fatto cuocere in un nido di agretti.
Buoni anche tiepidi o a temperatura ambiente.
Li ho cotti in una scatolina fatta di carta forno che rimane poi come presentazione.
Ne parlava a suo tempo Comida e in questo blog ho trovato le istruzioni per fare la scatolina.
Uova di quaglia in nido di agretti
per 4 persone
300 gr agretti
8 uova di quaglia
scaglie di pecorino
Pulire gli agretti, tagliando le radici, lavarli bene (perchè sono pieni di terra), poi cuocerli a vapore (io ho usato la pentola a pressione) finchè sono teneri.
Poi ripassarli in padella con un goccio d'olio e pochissimo aglio tritato finissimo.
Mettere una forchettata di agretti nella scatolina (o in una pirofila) creando in mezzo una fossettina dove si sguscia l'ovetto di quaglia.
Infornare in forno caldo per una decina di minuti, almeno finchè il bianco sia rappreso.
Appena sfornati, cospargere di scaglie di pecorino e lasciar intiepidire.
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sabato 2 maggio 2009
L'origami applicato al boccone: Ovetti di quaglia con agretti
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