
Adriano è un grande.
Io mi beo delle sue spiegazioni e dei suoi fotogrammi "passopasso".
Non ho il coraggio di provare tutto quello che lui propone ma quando ho osato lanciarmi nell'impresa, e ho fatto una sua cosa, l'ho fatta mia per sempre.
Tempo fa il suo poolish per la pizza.
Celestiale.
Adesso, più recentemente, questa focaccia morbida.
Ed è morbida davvero, anche dopo un paio di giorni.
Con o senza pomodorini, ma se la si fa con i pomodorini, la si taglia a quadrotti e la si propone in un buffet, giuro che va a ruba.
Al di là delle polemiche, volevo dedicare ad Adriano questo post perchè, come dice il mio amico Cansado di Coqui (che ha la capacità di saper esprimere in sintesi ciò che io non riuscirei a dire con cento pagine) "(...)Adriano è una persona che si è conquistata con i fatti (le sue ricette, le sue tecniche, le sue preparazioni) una credibilità e un carisma che, culinariamente parlando, pochi hanno. Lui è su un pianeta diverso rispetto a chi, pur amando la cucina, ne fa un bel passatempo. Le sue ricette sono "sue", quelle dei comuni mortali sono déjà vu con qualche variazione"
Per chi vuole la ricetta di questa meravigliosa focaccia, eccola qui direttamente da Adriano.
giovedì 5 novembre 2009
Il mio personale omaggio ad Adriano: Focaccia morbida ai pomodorini
venerdì 16 ottobre 2009
Calzini ai piedi e Zuppa di pollo, funghi e spinacini freschi

Va bene.
Mi sono arresa.
Ho ripreso a dormire con i calzini.
Quelli corti, colorati, di lana.
Ahinoi, l'inverno sta arrivando.
Più che il plaid potè il calzino da notte.
La decisione è storica.
Vuol dire riporre in un cassetto della mente ben conservati tutti i ricordi dell'estate.
La sensazione del vento sulla pelle quando ci si sdraia all'ultimo sole del pomeriggio stanchi ma mai sazi dell'orizzonte luccicante per le onde del mare.
Il brivido che accoglie il corpo quando ci si tuffa al mattino presto con i colori e le luci dolci per i raggi del sole ancora tiepidi.
Il cielo delle sere stellate, quelle in cui ti senti padrone del mondo e di niente solo perchè sei lì, a guardare col naso all'insù quelle luci sconosciute e solo in quel momento, in quel preciso istante ti rendi conto che forse hai capito tutto anche se non sai cosa c'era poi da capire.
Tutto nel cassetto.
Arrivano i calzini.
E ci sta bene qualcosa di caldo.
Qualcosa che ti avvolge, ti coccola, ti asseconda.
Zuppa di pollo ai funghi e spinacini freschi.
per due persone
due petti di pollo tagliati a pezzetti di media grandezza
200 gr di funghi freschi (ho usato gli champignon ma ci vorrebbero dei funghi un pò più "aggressivi", ovviamente vanno bene anche quelli congelati)
Due cipollotti rossi piccoli
Brodo di pollo
250 ml di panna acida
Una manciata di foglie di spinacini freschi
Fecola di patate
Si mette il pollo a rosolare in una casseruola larga e coi bordi alti, con una noce di burro e un cucchiaio d'olio e i cipollotti tagliati sottilissimi.
Appena ha preso colore girandolo spesso, aggiungere i funghi e far insaporire mescolando.
Salare e pepare.
Spolverare il tutto con un paio di cucchiai rasi di fecola di patate.
Aggiungere il brodo a coprire e far cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti.
Non deve restringersi troppo il liquido di cottura.
Amalgamare la panna acida, mescolare, far cuocere altri cinque minuti.
Versare nelle ciotole individuali e aggiungere una manciatina di foglie di spinacini freschi.
domenica 4 ottobre 2009
Assaggio d'autunno: Crostini di polenta con confit di cipolla rossa e panna acida

Potere della carta stampata: visti su "La Cucina" e provati subito.
Non senza prima aver letto criticamente la ricetta, visto che delle ricette di giornali & Co non ci si può mai fidare abbastanza.
Preferisco decisamente i blog.
Però questi sono decisamente interessanti.
Un sapore intrigante....
...che fa "ricetta d'incontro" per la presenza della polenta unita alla cipolla.
Crostini di polenta al confit di cipolla rossa e panna acida
per circa 20 crostini piccoli
100 gr di farina per polenta
3 cipolle rosse
panna acida
burro
zucchero di canna
aceto bianco
sale
Preparare la polenta e stenderla in una teglia bassa ad altezza di un 1 cm.
Affettare non troppo finemente le cipolle e metterle in una padellina ad appassire con una noce di burro, a fiamma bassa per circa 7,8 minuti, mescolandole spesso per evitare che dorino.
Aggiungere un poco di sale, mescolare e poi aggiungere mezzo cucchiaio di aceto biancoe 3 cucchiai d'acqua, lasciare cuocere per circa 10 minuti, mescolando ogni tanto, coperto.
Quando i liquidi si sono un pò asciugati, aggiungere 2 cucchiai di zucchero di canna e proseguire la cottura per altri 5 minuti (anche un pò di più) finchè la cipolla non è caramellata.
Una volta che la polenta è fredda, ricavate dei dischi o rettangoli non molto grandi, e passatela sulla piastra calda per grigliarla leggermente.
Montare i crostini con le cipolle e sopra una piccola quenelle di panna acida, se si vuole un poco di erba cipollina (io avevo solo quella disidratata ma con quella fresca è tutta un'altra cosa).
lunedì 28 settembre 2009
Scampoli d'estate: Terrina di prosciutto e caprese

Fa ancora caldo.
Un caldo stupido che ti fa rimpiangere l'estate che sta finendo e temere l'autunno che è dietro l'angolo.
La sera c'è aria abbastanza tiepida, è piacevole mangiare fuori, mangiare qualcosa di veloce, fresco, semplice.
Qualcosa come questa terrina che ho provato per la prima volta a luglio ma che ancora mi piace rifare per riacchiappare un'estate che fugge.
Era su Cucina Moderna del mese di luglio con ingredienti diversi.
L'idea è che il "legante".....
...di questa terrina sia una specie di cremina fatta di latte, parmigiano e gelatina che solidificandosi tiene il tutto unito.
In effetti è vero.
Anche se nella foto la cremina si stava sciogliendo ma in terrazza la sera che l'ho fotografata faceva un caldo....
Terrina di prosciutto, pomodoro, mozzarella e rucola
200 gr prosciutto crudo
300 gr mozzarella fiordilatte
pomodori
basilico
300 ml latte
8 gr gelatina in fogli
3 cucchiai parmigiano grattugiato
sale, pepe a piacere
Per prima cosa si prepara la cremina con il latte messo a scaldare, aggiungendo il parmigiano e mescolando finchè non è sciolto, si toglie dal fuoco aggiungendo la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda.
Si mescola e si fa raffreddare.
La terrina si fa foderando una teglietta da plum cake di fette di prosciutto (per essere più sicuri meglio foderarla di pellicola trasparente) lasciando che trasbordino.
Poi si mettono strati di mozzarella fiordilatte fatta prima sgocciolare, pomodori tagliati a fette, prosciutto, rucola (io ho usato lattuga in questa della foto), basilico spezzettato.
Si versa ad ogni strato un poco della cremina già intiepidita.
Si finisce ripiegando i lembi delle fette di prosciutto, si copre con la pellicola e si mette in frigo per almeno un paio d'ore.
lunedì 14 settembre 2009
Inizia la scuola...emozioni e briciole di Crostata sbriciolata al cacao, nocciole e marmellata di albicocche

Primo giorno di scuola dell'ultimo anno di elementari.
E io mi emoziono.
Mi emoziono a sentire la mano sempre più grande di mio figlio nella mia mentre saliamo la scalinata.
Mi emoziono a vedere quelli che una volta erano bambinetti e adesso sono donnine in piccolo e bulletti con la cresta sui capelli.
Però mi emoziono lo stesso.
Perchè il tempo passa, perchè vorrei che la Vita fosse per tutti loro buona e facile ma che si rendessero anche conto che la Vita va conquistata giorno per giorno.
Festeggiamo con una delle cose più semplice e più buone, la Crostata sbriciolata di MarinaB.
Ho fatto qualche modifica, aggiungendo.....
....del cacao all'impasto della frolla ma solo perchè qui preferiscono di gran lunga ciò che ha a che fare col cioccolato, comunque sia.
Crostata sbriciolata al cacao, nocciole e marmellata di albicocche
150 gr farina 00
50 gr farina di semola di grano duro
2 cucchiai colmi di cacao amaro
120 gr zucchero (oppure zucchero di canna)
100 gr nocciole tritate non troppo finemente
130 gr burro morbido
3 tuorli
2 cucchiaini di lievito in polvere
pizzico di sale
1 vasetto di marmellata di albicocche
Preriscaldare il forno a 170°.
Per fare la frolla ho usato il mix, mettendo prima le nocciole e facendole tritare non troppo finemente, poi aggiungendoci tutti gli altri ingredienti e facendo andare le lame finchè non si forma una palla.
Stendere tre quarti dell'impasto in una tortiera (tonda o rettangolare) rivestita di carta forno, premendo bene per distribuirlo uniformemente.
Versarci sopra la marmellata spargendola per bene su tutta la frolla.
Distribuire sulla marmellata la restante frolla fatta con le mani a bricioloni irregolari, l'aspetto deve essere assolutamente rustico.
Infornate per circa 35-40 minuti, la torta è cotta quando la frolla è dorata (in questo caso che è al cioccolato dovete fare attenzione all'aspetto "asciutto" della superficie della frolla).
E' ottima il giorno dopo.
lunedì 31 agosto 2009
Elogio della semplicità: Ravioli di scarola all'acciuga

Una cosa buonissima, da preparare in abbondanza quando si ha un pò di tempo libero per averne poi nel congelatore all'occorrenza.
Un piatto semplicissimo di sapore e accostamento: sfoglia, scarola, acciuga.
Se qualcuno vuole si può aggiungere anche un poco di provolone ma io preferisco senza.
La ricetta è nata....
..ad orecchio, pensando al gusto e poi andando ad intuito.
E' una ricetta non-ricetta senza dosi.
Ravioli di scarola all'acciuga
per 18 ravioloni grandi (6x4)
2 uova di sfoglia (mettendo un goccio d'olio nell'impasto)
scarola
aglio
olio
sale
pepe
acciughe sotto sale sciacquate
Si fa appassire la scarola cruda tagliuzzata in una padella con aglio e olio, sale.
Si fa freddare.
Si stende la sfoglia sottile e si fanno i ravioli con la farcitura fatta con un mucchietto di scarola e basta.
Si chiude e si sigillano bene i bordi.
Si fanno riposare un'oretta distesi su un piano infarinato di semola e si cuociono oppure si fanno congelare distesi su un vassoio infarinato di semola e poi, quando congelati, si mettono in un sacchetto.
Il sugo è fatto con alici sotto sale sciacquate e fatte sciogliere (quantità a piacere, gusto personale) in padella con olio.
Cotti i ravioli, si spadellano e via.
giovedì 27 agosto 2009
Chocolate Chip Banana Bread: orsù, si rientra...
Il ritorno dalle ferie.
Quello più pesante da sopportare è il rientro dal limbo mentale in cui ti scaraventa lo stare in ferie
Ma come, ho la pelle ancora calda del sole, tonica delle passeggiate sulla spiaggia al mattino presto, odorosa del sale marino che ti rimane addosso fino a sera..
No, non vale.
Ci vuole un dolce da coccola.
Un Chocolate Chip Banana Bread.

Questo l'ho cotto nella Slow Cooker, che rischia di diventare il tormentone del prossimo autunno, inverno.
Ma si può cuocere anche nel forno tradizionale.
Chocolate Chip Banana Bread
(ricetta di Vippi di Coquinaria un pò modificata con l'aggiunta del cacao e delle gocce di cioccolato)
200 gr farina
1 bustina lievito
100 gr zucchero
2 uova intere
70 gr burro fuso
2 banane molto mature (io non avevo di molto mature)
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
gocce di cioccolata
un pò di latte
Ho messo tutto nel mixer (tranne il latte) comprese le banane a tocchetti (invece la ricetta originale prevederebbe che fossero schiacciate a parte con la forchetta e un pò di succo di limone), ho fatto andare un pò le lame, solo alla fine ho aggiunto un pò di latte ad occhio solo per dare morbidezza all'impasto.
L'impasto deve essere morbido quel tanto che basta da poterlo versare nello stampo.
Ho foderato lo stampo (24x12 altezza 7) con la carta forno, ho versato l'impasto.
Cottura nel forno tradizionale
Infornare nel forno preriscaldato a 180° per circa 35, 40 minuti.
E' cotto se la prova stecchino dà esito positivo.
Sfornare e lasciar raffreddare.
Per la presenza della banana che lo mantiene umido senza seccarlo, è ottimo anche nei giorni successivi, basta conservarlo avvolto nell'alluminio.
Provatelo con una pallina di gelato alla banana: mondiale....
Cottura nella Slow Cooker
Si mette lo stampo nella slow cooker NON preriscaldata con il coperchio tenuto leggermente aperto da un lato con il manico di un cucchiaio di legno interposto tra pentola e coperchio.
Acceso su HIGH per circa 3 ore e 20, regolarsi comunque con la prova stecchino perchè la cottura nel centro tende ad essere più lenta che nella parte esterna.
Se lo stecchino esce pulito dalla punzecchiatura un pò qui, un pò lì, allora tirare subito fuori dalla slow cooker lo stampo da plum cake e fare freddare.
Ne parleremo più avanti ma conviene qui ricordare le regole "basic" per cuocere un dolce a lievitazione nella Slow Cooker e cioè:
- utilizzare una tortiera che vada comodamente nella slow (quella che ho io è grande e di forma ovale quindi perfetta per gli stampi da plumcake) facendo attenzione che ci sia spazio sufficiente per poter prendere la tortiera o stampo anche da caldo
- lasciare aperto da un lato il coperchio interponendo qualcosa tipo un mestolino
- appena cotto il dolce, dopo la prova stecchino, togliere la tortiera subito dalla slow cooker.
mercoledì 5 agosto 2009
sabato 27 giugno 2009
Mare mare mare: Zuppetta di seppie al pesto e patate

E' una ricetta non-ricetta, di quelle senza dosi ma solo con la voglia di riassaggiare "quel" sapore scoperto "quella" sera di qualche anno fa.
Bastano delle seppie pulite e tagliate a pezzettoni.
Si fanno rosolare in un tegame basso e largo con un filo d'olio e poco aglio tritato finemente.
Si aggiunge del fumetto di pesce quasi a coprire le seppie e si fa cuocere per 10 minuti poi si aggiungono delle patate a tocchetti piccoli e si fa finire di cuocere finchè le patate non sono morbide.
Si toglie dal fuoco e si aggiunge abbondante pesto alla genovese, mescolando per amalgamare.
Si mangia tiepida, servita con crostini di pane tostato e strofinato con aglio.
A me piace tantissimo.
Su suggerimento di Genny, questa ricetta partecipa alla raccolta Più pesto per tutti di Sandra.
domenica 14 giugno 2009
Crostini consolatori allo chévre, miele, fragole e granella di nocciole
Tra poco afferrerà lo zaino rosso autografato dalle sue "stelle" del basket, salirà sul pullmann e tra una chiacchera ed una risata con i suoi amici troverà anche il tempo di alzare la mano e mandarmi uno stiracchiato saluto prima di partire.
E io rimarrò con la sensazione del buco al cuore, del "qualcosa" che manca, del respiro che non riesce a riempire fino in fondo i polmoni.
La quotidianità si farà avanti prepotente: lavoro, casa, spesa..le solite cose.
Senza lui.
Senza gli urlacci perchè fa o non fa questa o quell'altra cosa, senza la lotta serale per vedere qualcosa in tv che non siano cartoni animati o filmetti disney, senza l'angoscia di correre di qui e di là perchè esce da scuola o finisce judo.
Senza lui?...
Non è quotidianità, è sopravvivenza.
Beh, intanto oggi, appena sarà partito, per scacciare quella demente sensazione di "eventotragicoall'orizzonte" solo perchè non è con mammasua, io me ne vado in piscina.
Tutto il giorno.
A leggere.
A tuffarmi.
A prendere qualche spicchio di sole in questa Milano che ne offre sempre così poco, anche d'estate.
E quando torno a casa mi abbuffo di questi
Crostini di chevre con miele, fragole e granella di nocciole
Facilissimi, basta tagliare delle fettine di pane, farle tostare leggermente senza che prendano colore, poi si aggiunge una fettina di chevre, una passatina sotto il grill per farlo sciogliere leggermente.
Far intiepidire.
Colare una punta di miele su ciascun crostino, una spolverata di granella di nocciole tostate, mezza fragola.


