domenica 1 marzo 2009

La nobiltà delle cose "povere": Platessa al cointreau e arancia



"Senti, ma..stasera mi fai del pesce?"
Eh, fa presto a parlare lui... Io con il pesce sono negata.
Più in là di gamberetti, filettini e calamari fritti non vado.
Mi fa impressione toccare il pesce, mi fa impressione quell'occhio fisso lì sbarrato.
Quando in vacanza si andava in barca e a mio papà veniva il ghiribizzo di pescare, di occhi sbarrati così ne ho visto più d'uno.

Ricordo la primissima volta: papà voleva provare la pesca a traina, lui, uomo di città con la incontenibile necessità di spazi aperti.
Bellissimo mare.
Undici di mattina, il contrasto tra cielo e mare nitido e colorato come solo a quell'ora e in quei tratti di costa tirrenica puoi ammirare.
Papà butta già l'amo, mi passa il sughero con avvolto il filo e mi insegna a sporgere il braccio fuoribordo e muoverlo, lentamente, senza strappi, concorde con il ritmo lento del gozzo.
La spiaggia non è lontana, eco soffuse di risate, tuffi arrivano attraverso il rumore rassicurante del motore diesel.
Doppiamo la punta.
Sento uno strappo deciso alla lenza.
"Papà, papà....ho preso un pesce!"
Mio padre mi guarda, perplesso.
Ma io sento tirare, forte, non è l'amo impigliato, deve essere un pesce.
Papà si avvicina, mi prende il sughero e comincia a saggiare la resistenza.
Si illumina: "Si, dev'essere un pesce!".
La lotta è impari: in pochi minuti issa un pesce abbastanza grandicello nella barca.
Io lo guardo dibattersi un pò indifferente e un pò fiera, di che poi, a me la pesca non mi interessa granchè, ho dodici anni, vorrei stare su quella spiaggia lì in lontananza a schiamazzare e tuffarmi.
Papà stacca l'amo, e il pesce finisce nel fondo del gozzo.
La giornata prosegue tranquilla, bagni, sole, si torna a casa.
E ogni tanto butto l'occhio su quel pesce che non si dibatte più, prima rabbiosamente arrotolato su stesso e poi disteso, arreso, battuto.
Al porto verrà fuori che è una tracina, i pescatori, quelli veri con la faccia rigata dalla vita e dal mare, taglieranno la pinna velenosa e consiglieranno la cottura col pomodoro.
I miei hanno detto che era molto buono.
Io non l'ho mangiato.
Non erano occhi sbarrati dallo scaffale del supermercato, erano occhi sbarrati per colpa mia.
Avevo dodici anni.
Ma ancora non riesco a guardare gli occhi sbarrati dei pesci.
I filetti di platessa freschi non hanno occhi sbarrati e anche se comunque mi fa impressione toccare quelle carni, ce l'ho fatta.
L'ispirazione me l'ha data la mia amica Giuli e avevo già visto qualcosa qui da Michela.
Ho aggiunto qualcosa e tolto qualcos'altro, ma, insomma, il risultato finale è stato piacevole.

Filetti di platessa al cointreau e arancia

Ho passato i filetti (non sono riuscita a togliere la pelle dietro ma, nel complesso non ha dato fastidio più di tanto)nella farina scuotendo delicatamente quella in eccesso.
Poi li ho fatti rosolare (senza fargli prendere colore) in poco burro e poco olio.
Ho aggiunto un pò di cointreau e ho flambato.
Spente le fiamme, ho tolto i filetti e li ho messi da parte in caldo su un piatto.
Nella padella ho versato il succo di un'arancia, ho deglassato il fondo e ho fatto ridurre un pò.
Ho versato il sugo sui filetti e qui avrebbe dovuto esserci anche una spolverata di buccia d'arancia essiccata ma l'avevo finita.
Ho dato una spolverata con quella fresca grattata ma non è la stessa cosa.
Delicatissimi.

4 commenti:

Elga ha detto...

Capisco, avrei la stessa reazione pure io, che comunque sono poco avvezza al pesce ugualmente:) Te la sei cavata bene però!

Romy ha detto...

Sei stata molto brava a vincere la tua paura...sono episodi che lì per lì possono sembrare di poca importanza, ma che ti segnano, specie se sei sensibile....Quindi tanto di cappello: vorrà dire che quando cucini il pesce lo farai con rispetto e con dedizione...Un abbraccio e complimenti per la bella e appetitosa ricettina! :-)

AranciOnissimA ha detto...

A me è successa la stessa cosa con un coniglio...la vita di campagna sa essere molto dura...
Buona la ricetta!

Fra ha detto...

Mi piace tantissimo questo piatto. Delicato e con quella nota agrumata che col pesce si sposa benissimo
Davvero complimenti
Un bacione
fra